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Casale Monferrato

Per oltre due secoli capitale del Monferrato, Casale conserva nel centro storico le tracce dei Paleologi e dei Gonzaga, fra chiese, palazzi e il castello sul Po.

A circa 33 km da Casa del Miglio, una quarantina di minuti d'auto
Piazza Mazzini a Casale Monferrato con il monumento equestre a Carlo Alberto davanti a palazzi colorati con i portici
Piazza Mazzini e monumento equestre a Carlo Alberto, Casale Monferrato, foto: Davide Papalini · CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons

Casale divenne la capitale del Monferrato nel 1434, quando Gian Giacomo Paleologo vi trasferì la sede del marchesato; nel 1474 papa Sisto IV ne fece una città e una sede vescovile. Con i Gonzaga diventò una piazzaforte, con la cittadella costruita alla fine del Cinquecento, e nel Seicento subì i lunghi assedi della guerra di successione di Mantova e del Monferrato. Nel 1708 passò ai Savoia, con il passaggio completato dal trattato di Utrecht del 1713.

Il monumento più antico è il Duomo di Sant'Evasio, consacrato all'inizio del XII secolo da papa Pasquale II. Poco lontano si trova la sinagoga, costruita alla fine del Cinquecento e trasformata nell'Ottocento, che con il museo ebraico racconta la lunga storia della comunità ebraica casalese. Il castello dei Paleologi, voluto nel Trecento da Giovanni II Paleologo, si trova verso il Po, mentre la torre civica, alta circa sessanta metri, sorge in pieno centro storico.

Il centro storico si gira bene a piedi, partendo da piazza Mazzini, con la statua equestre di Carlo Alberto, e proseguendo fra le vie del centro verso il Duomo e il castello. Casale è anche la porta d'accesso al Monferrato degli infernot, la componente del sito UNESCO dei paesaggi vitivinicoli che comprende Cella Monte, Rosignano, Vignale e gli altri paesi delle colline a sud della città, dove le cantine scavate nella pietra da cantoni si visitano su prenotazione.

Consigli pratici

  • Conviene lasciare l'auto nei parcheggi ai margini del centro e muoversi a piedi fra piazza Mazzini, il Duomo e il castello.
  • Sinagoga, musei e aperture straordinarie hanno calendari propri: meglio verificarli sui canali ufficiali prima di partire.
  • Una giornata intera permette di unire la città con la visita a un infernot sulle colline vicine, da prenotare in anticipo.
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