Dicembre in Piemonte ha un appuntamento che chi viene da fuori raramente conosce. All'alba, sotto i portici di qualche paese, gli allevatori portano i loro capi migliori: buoi enormi, che una giuria valuta uno per uno. A mezzogiorno i vincitori ricevono le gualdrappe, le coperte decorate che indossano per la sfilata finale, e intanto nelle pentole bolle il bollito. Sono le fiere del bue grasso, e alcune hanno secoli di storia.
Che cos'è un bue grasso
Il bue è un bovino maschio castrato che ha superato i quattro anni di età; dai due ai quattro anni si parla di manzo. Prima delle macchine agricole il bue tirava l'aratro e i carri, più mansueto del toro ma altrettanto forte. Oggi i capi che arrivano alle fiere sono allevati per la carne, e la razza simbolo della regione è la Piemontese, la cui caratteristica genetica, la cosiddetta groppa doppia, dà una muscolatura molto sviluppata nei quarti posteriori.
Un bue grasso è il frutto di anni di allevamento e di un ingrasso lungo e paziente. Per questo, nelle fiere, il concorso è una faccenda seria: ci sono categorie diverse, la giuria lavora davanti al pubblico e una gualdrappa vinta è motivo di orgoglio per tutta la cascina.
Moncalvo, la più vicina
La fiera più vicina a Casa del Miglio si tiene a Moncalvo, a 10,7 km, un quarto d'ora d'auto. È la Fiera Nazionale del Bue Grasso e Sagra del Bollito, e ha superato le trecentottanta edizioni. Si tiene ogni anno di mercoledì, nella prima metà di dicembre, e la giornata della fiera è accompagnata da altre iniziative nei fine settimana vicini.
Il giorno della fiera si comincia presto, con l'esposizione dei capi sotto gli antichi portici di piazza Olinda Maranzana e la scodella di brodo con trippa e ceci servita al mattino. Poi la giuria lavora sul ring dei buoi e dei manzi, si gioca a indovinare il peso di un animale e a mezzogiorno arrivano la premiazione con le gualdrappe e la sfilata dei capi premiati. Per tutto il giorno la pro loco serve il bollito misto sotto una tenda riscaldata, mentre nelle altre piazze ci sono la fiera agricola e un mercato enogastronomico.
Carrù e le altre fiere
La più conosciuta è la Fiera Nazionale del Bue Grasso di Carrù, nel Cuneese, oltre Alba in direzione di Mondovì. Nella forma attuale si tiene dal 1910, ma il paese ne fa risalire le radici fino al Quattrocento. La data segue una regola precisa: il secondo giovedì prima di Natale, quindi a metà dicembre. Al programma della rassegna zootecnica si aggiungono un'asta del bue grasso e il riconoscimento del Bue d'oro.
Altre fiere più piccole animano il calendario di dicembre in diversi paesi del Piemonte. Nel Monferrato acquese, per esempio, la frazione Piana di Montechiaro d'Acqui organizza da oltre vent'anni la sua fiera regionale del bue grasso in occasione dell'Immacolata, l'8 dicembre, con la rassegna dei capi, il mercatino natalizio e il pranzo del bollito.
Il bollito, il piatto delle fiere
Il gran bollito misto piemontese ha una ricetta codificata a metà Ottocento, che piaceva molto a Vittorio Emanuele II. La tradizione vuole sette tagli principali di manzo, fra cui la punta di petto, la noce, la culatta e la scaramella, cotti insieme, e sette «ammennicoli» cotti a parte: coda, lingua, testina, zampino, cotechino, gallina e lonza. Al centro della tavola arrivano le salse, a cominciare dal bagnet verd con prezzemolo e acciughe e dalla mostarda d'uva, insieme a una ciotola di brodo bollente.
A dicembre fa freddo e la mattina c'è spesso nebbia: servono scarpe chiuse e abiti pesanti, perché la parte più bella si vede all'aperto e presto. Chi è in zona per le feste trova altre idee nella guida all'inverno e al Natale nel Monferrato.
Dicembre al caldo, fra una fiera e l'altra
Da Casa del Miglio a Moncalvo è un quarto d'ora d'auto. Dopo una mattina al freddo sotto i portici, si torna in appartamento: nel soggiorno di Giada c'è la stufa, e il pomeriggio passa in fretta.