Per un fine settimana all'anno, decine di paesi dell'Astigiano si trasferiscono in città. Ogni pro loco porta la sua cucina, i suoi volontari e il suo piatto forte, e piazza Campo del Palio diventa un villaggio dove si mangia da un paese all'altro. È il Festival delle Sagre, nato nel 1974 da un'idea di Giovanni Borello, allora presidente della Camera di Commercio di Asti, e cresciuto fino a diventare uno dei tre grandi appuntamenti del Settembre astigiano, insieme al Palio e alla Douja d'Or.
Quando si tiene
La data è fissa da anni: il secondo fine settimana di settembre. Il villaggio apre il sabato sera e resta aperto per tutta la domenica, che è la giornata della sfilata. Oggi la manifestazione è organizzata dal Comune di Asti con la Camera di Commercio di Alessandria e Asti, la Fondazione Cassa di Risparmio di Asti e l'UNPLI, l'unione delle pro loco. Secondo gli organizzatori, ogni edizione richiama oltre duecentomila persone.
Il villaggio delle pro loco
In piazza Campo del Palio sorge un paese in miniatura, con le sue casette in muratura, una chiesa, il municipio, persino l'ufficio postale. Ogni pro loco ha il suo stand e un menu breve, che cambia di anno in anno. Fra i piatti che tornano più spesso ci sono i tajarin, gli agnolotti, la polenta, lo stufato d'asino, la salsiccia, il vitello tonnato, i crostoni con il bagnet e una fila di dolci. Nelle postazioni dei vini si servono al calice le DOC e le DOCG del territorio, e fra queste di solito c'è anche il Ruchè di Castagnole Monferrato.
Il bello sta nel girare: un primo da una pro loco, un secondo da un'altra, il dolce da una terza. Ogni stand prepara poche cose, di solito quelle per cui il paese è conosciuto, e le code più lunghe dicono molto su quale piatto è riuscito meglio quell'anno. Dal 1978 una giuria assegna premi alle pro loco, valutando la sfilata, la casetta, la cucina, il servizio e la qualità dei prodotti.
La sfilata della domenica
La domenica mattina le pro loco portano in strada la vita del mondo contadino. Migliaia di figuranti in abiti d'epoca sfilano per le vie del centro storico fino a piazza Campo del Palio, accompagnati da carri, animali, attrezzi e macchine agricole autentiche di prima dell'industrializzazione. Gli organizzatori la descrivono come un museo del mondo rurale che cammina, e la definizione è giusta: si vedono trattori d'epoca, botti, forni, ceste, mestieri spariti, e il racconto segue il ciclo delle stagioni.
Per vederla bene conviene arrivare presto e trovare un posto lungo il percorso prima che si riempia. Chi preferisce mangiare con calma può seguire la parte finale della sfilata e poi entrare nel villaggio a metà giornata.
Consigli pratici
Asti centro è a 10,5 km da Casa del Miglio, una ventina di minuti d'auto, ma nei giorni del Festival il traffico e i parcheggi intorno alla piazza diventano complicati. Nelle ultime edizioni sono stati previsti navette e treni straordinari: conviene controllare se ci sono anche quest'anno. La stazione di Asti è a 10,1 km dalla casa.
La domenica, fra sfilata e villaggio, è la giornata più piena e anche la più affollata; chi cerca un'atmosfera più raccolta può scegliere la sera del sabato. Per chi si ferma qualche giorno, settembre è anche il mese della vendemmia sulle colline intorno. Le sagre di paese, del resto, continuano tutto l'anno: in inverno, per esempio, ci sono le fiere del bue grasso.
Il Festival a venti minuti
Da Casa del Miglio ad Asti bastano una ventina di minuti: si passa la giornata fra stand e sfilata e la sera si torna in collina, lontano dal rumore della piazza.