Barbera e Grignolino sono i rossi più noti dell'Astigiano, ma sulle stesse colline crescono vitigni con una zona di produzione molto piccola e un carattere riconoscibile. Il Ruchè, la Freisa e le due Malvasie rosse di Casorzo e di Castelnuovo Don Bosco si trovano poco fuori dai circuiti più battuti, e diversi paesi dove nascono distano pochi minuti d'auto da Castell'Alfero.
Ruchè, il rosso aromatico di Castagnole Monferrato
Il Ruchè di Castagnole Monferrato è una DOCG dal 2010, dopo essere stato DOC dal 1987. La zona comprende sette comuni della provincia di Asti, sulla sinistra del Tanaro: Castagnole Monferrato, Grana, Montemagno, Portacomaro, Refrancore, Scurzolengo e Viarigi. Il vino deve contenere almeno il 90% di uva Ruchè; il resto può venire da Barbera e Brachetto.
Il vitigno è endemico di quest'area e altrove compare solo di rado. Un tempo si mangiava anche come uva da tavola e serviva per vini dolci di uso familiare. La versione secca, vinificata in purezza, la si deve soprattutto al parroco di Castagnole Monferrato negli anni Sessanta del Novecento, che ne fece il modello di oggi. Nel bicchiere il Ruchè è rosso rubino con riflessi violacei, ha un profumo intenso e leggermente aromatico, fruttato, che con l'affinamento diventa speziato; al palato è secco e di medio corpo. La versione Riserva invecchia almeno 24 mesi, di cui 12 in botti di legno.
Freisa, profumo di lampone e rosa
La Freisa è un vitigno piemontese antico, citato già nel Cinquecento e un tempo fra i più diffusi della regione, apprezzato perché resiste bene alla siccità estiva. La Freisa d'Asti è una DOC dal 1972 e si produce in tutta la fascia collinare della provincia di Asti. Il disciplinare ne descrive il colore granato o cerasuolo piuttosto chiaro e un profumo delicato di lampone e di rosa.
È un vino che cambia molto a seconda della versione: c'è la Freisa ferma, secca oppure amabile, la Superiore, che richiede un periodo di invecchiamento, e le versioni frizzante e spumante. La Freisa entra anche in altre denominazioni piemontesi, dalla Freisa di Chieri alle DOC Monferrato e Langhe, per cui vale la pena chiedere sempre da dove arriva la bottiglia che si ha davanti.
Le due Malvasie rosse: Casorzo e Castelnuovo Don Bosco
La Malvasia di Casorzo, che in etichetta può comparire anche come Casorzo o Malvasia di Casorzo d'Asti, è una DOC dal 1968. Nasce da almeno il 90% di uva Malvasia di Casorzo in un territorio ristretto a cavallo fra due province: Casorzo, Grana e Grazzano Badoglio nell'Astigiano, Vignale Monferrato, Altavilla, Ottiglio e Olivola nell'Alessandrino. Esiste rossa o rosata, spumante e passita, con un sapore dolce, leggermente aromatico e morbido. Grazzano Badoglio è a circa 14 km, venti minuti d'auto.
La Malvasia di Castelnuovo Don Bosco, DOC dal 1973, si fa con Malvasia di Schierano o Malvasia nera lunga, a cui si può aggiungere un po' di Freisa. La zona comprende Albugnano, Castelnuovo Don Bosco, Passerano Marmorito, Pino d'Asti, Berzano San Pietro e Moncucco Torinese. Il vino è rosso cerasuolo oppure rosato, dolce e aromatico, anche nella versione spumante. Per entrambe le Malvasie il momento naturale è il fine pasto, accanto ai dolci secchi della tradizione.
Un giro nei paesi del Ruchè
La zona del Ruchè si gira bene in mezza giornata. Portacomaro è a meno di 6 km, circa otto minuti d'auto: il borgo conserva il ricetto medievale e il torrione in mattoni. Castagnole Monferrato è a circa 11 km, poco più di un quarto d'ora, con la chiesa parrocchiale di San Martino e le cantine storiche scavate nel tufo. Montemagno, a circa 13 km, ha il castello con il belvedere sulle colline e la piazza della parrocchiale con la sua grande scalinata.
Come assaggiarli senza fretta
Le zone di produzione sono piccole e le aziende che fanno questi vini non sono molte: conviene contattare i produttori con qualche giorno di anticipo e fissare un orario preciso, soprattutto nei fine settimana e durante la vendemmia. Un altro modo per conoscerli è partecipare a Cantine Aperte, che di solito si tiene l'ultimo fine settimana di maggio, o alle aperture organizzate durante la vendemmia fra fine agosto e ottobre. Programmi e aziende aderenti cambiano ogni anno e si trovano sui canali ufficiali del Movimento Turismo del Vino.
Dopo una giornata fra le vigne, le terrazze private di Casa del Miglio sono il posto giusto per stappare la bottiglia comprata in cantina. E chi abbina il vino al cibo può partire dalla guida al tartufo bianco e nero, perché in autunno le due stagioni si incrociano.
Le colline del Ruchè a pochi minuti
Portacomaro è a otto minuti d'auto, Castagnole Monferrato a un quarto d'ora: da Casa del Miglio i paesi di questi vini si raggiungono in giornata, con la terrazza privata per il bicchiere della sera.