Sotto molte case del Monferrato casalese, oltre la cantina, si apre una stanza che dalla strada nessuno immagina: piccola, buia, scavata a mano nella roccia, con le pareti piene di nicchie per le bottiglie. Si chiama infernot ed è uno dei motivi per cui queste colline fanno parte del patrimonio mondiale dell'UNESCO.
Che cos'è un infernot
L'infernot è un piccolo ambiente sotterraneo ricavato scavando a mano la roccia, senza luce né aerazione naturale, a cui di solito si accede da una cantina. Serviva soprattutto a conservare il vino in bottiglia, al buio e al fresco, e a volte anche altri alimenti. Molti infernot hanno una sola stanza di pochi metri quadrati, con le nicchie e i ripiani ricavati direttamente nelle pareti; altri combinano lo scavo con sostegni in mattoni o in pietra.
Il nome viene dal piemontese e, secondo un'ipotesi, si collega a un termine dell'antico provenzale che indicava una prigione angusta. Nell'uso tradizionale indicava proprio un piccolo locale ricavato sotto la cantina, anche se a volte veniva usato per cantine più grandi.
La pietra da cantoni
Tutto ruota attorno alla pietra da cantoni, un'arenaria chiara, dal colore fra il bianco e l'oro, che si è formata milioni di anni fa, quando questa parte del Piemonte era coperta dal mare. È una pietra che si lascia scavare a mano, ed è stata anche uno dei materiali da costruzione più usati nel Monferrato casalese: la si riconosce nelle case e nelle chiese dei paesi, a volte alternata a fasce di mattoni.
Gli infernot non sono opera di architetti. Li hanno scavati soprattutto contadini e cavatori, nei mesi invernali, quando il lavoro nei campi si fermava; uno scavo poteva durare due o tre anni. Molti degli esemplari censiti portano incise date di fine Ottocento, ma alcuni sono più antichi. Ogni infernot è diverso dall'altro, perché seguiva le esigenze e l'abilità di chi lo scavava.
Il legame con il sito UNESCO
Nel 2014 l'UNESCO ha iscritto nella lista del patrimonio mondiale i Paesaggi vitivinicoli del Piemonte: Langhe-Roero e Monferrato. Il sito è formato da sei componenti, e la sesta si chiama proprio Il Monferrato degli Infernot. La sua zona centrale comprende nove comuni in provincia di Alessandria: Camagna Monferrato, Cella Monte, Frassinello Monferrato, Olivola, Ottiglio, Ozzano Monferrato, Rosignano Monferrato, Sala Monferrato e Vignale Monferrato.
Il riconoscimento non riguarda un singolo monumento ma un paesaggio intero: le colline coltivate a vite, i paesi costruiti con la stessa pietra e, sotto le case, gli infernot che raccontano il rapporto fra chi abitava qui e il proprio vino. Infernot si trovano anche fuori dai nove comuni, in altre zone del Monferrato.
Dove vederli e come visitarli
Il punto di partenza è l'Ecomuseo della Pietra da Cantoni di Cella Monte, che ha coordinato il censimento degli infernot dell'area casalese e accompagna i visitatori anche nell'infernot della propria sede. L'ecomuseo segnala inoltre le aperture degli infernot in diversi comuni del Monferrato. A Rosignano Monferrato si possono vedere vari infernot pubblici, fra cui quelli del palazzo municipale, con visite organizzate dal punto informazioni turistiche; altri infernot visitabili sono a Vignale Monferrato e a Terruggia.
La maggior parte degli infernot, però, sta sotto case private o aziende agricole e si apre solo su prenotazione o in occasione di eventi. Per questo conviene organizzarsi qualche giorno prima, contattando l'ecomuseo o gli uffici turistici dei comuni, e controllare sui canali ufficiali le giornate di apertura straordinaria.
Una giornata nel Monferrato degli infernot
La zona degli infernot si trova sulla strada verso Casale Monferrato, che dista circa 33 km, una quarantina di minuti d'auto. Si può combinare la visita a un infernot con un giro fra i paesi della componente UNESCO e un pomeriggio a Casale, raccontata nella guida a Casale Monferrato. La sera, rientrati a Casa del Miglio, la terrazza privata è il posto adatto per aprire una bottiglia del territorio e ripensare a quelle nicchie scavate nella pietra.
Fra infernot e colline UNESCO
Il Monferrato degli infernot è a meno di un'ora da Casa del Miglio, sulla strada per Casale. Si parte al mattino, si visita su prenotazione e la sera si torna in appartamento.