La facciata in mattoni del castello dei Paleologi a Casale Monferrato, con il portale d'ingresso e una fila di bandiere sotto il cielo azzurro
Castello dei Paleologi, Casale Monferrato, foto: Davide Papalini · CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons

Il Monferrato di oggi è un nome geografico che copre le colline fra le province di Asti e Alessandria, ma per oltre sette secoli è stato uno Stato con i suoi signori, le sue capitali e le sue guerre. Conoscere le tappe principali aiuta a leggere i castelli, le chiese e perfino i confini fra i paesi che si incontrano girando in auto.

Aleramo e la leggenda della cavalcata

Il nome Monferrato compare in un documento del 909. La storia della dinastia, però, comincia con Aleramo, un funzionario del regno d'Italia che il re Berengario II chiamava già marchese nel 958. Pochi anni dopo Aleramo si schierò con l'imperatore Ottone I, che nel 967, con un diploma firmato a Ravenna, gli confermò il titolo di marchese e i territori che già controllava.

La tradizione racconta un'altra versione. Aleramo si sarebbe innamorato di Alasia, figlia dell'imperatore, e sarebbe fuggito con lei; ottenuto il perdono, avrebbe ricevuto tutta la terra che riusciva a percorrere a cavallo in tre giorni e tre notti. Quando il cavallo perse un ferro, lo avrebbe fissato con un mattone: da qui, secondo la leggenda, il nome del Monferrato, da mun (mattone) e frà (ferrare). Sempre la tradizione, senza prove documentarie, colloca la sua tomba nell'abbazia di Grazzano, l'attuale Grazzano Badoglio, a circa 14 km da Castell'Alfero.

I marchesi aleramici e le crociate

Alla fine dell'XI secolo i discendenti di Aleramo divisero i loro domini, e il ramo che prese la parte settentrionale diede vita al marchesato del Monferrato. Fra il XII e il XIII secolo i marchesi aleramici ebbero un peso che andava oltre il Piemonte. Guglielmo V, detto il Vecchio, governò per quasi mezzo secolo; suo figlio Corrado partecipò alla terza crociata e fu ucciso poco prima di essere incoronato re di Gerusalemme; un altro figlio, Bonifacio I, guidò la quarta crociata e divenne re di Tessalonica.

Guglielmo VII, detto il Gran Marchese, estese il suo potere su molte città del Piemonte e della Lombardia, ma finì prigioniero ad Alessandria, dove morì. Suo figlio Giovanni I morì senza eredi nel 1305: con lui si chiuse la dinastia aleramica.

I Paleologi e la capitale a Casale

Giovanni I aveva lasciato il marchesato al nipote Teodoro Paleologo, figlio dell'imperatore bizantino Andronico II e di Violante di Monferrato, sorella dello stesso Giovanni. Teodoro sbarcò a Genova nel 1306 e dovette riconquistare a fatica i territori contesi dai vicini. Iniziava così la dinastia dei Paleologi, che governò il Monferrato per oltre due secoli.

Nel 1434 Gian Giacomo Paleologo trasferì la capitale a Casale, dopo che il ruolo di sede marchionale era passato fra località come Chivasso, Moncalvo, Pontestura e Trino. Nel 1474 una bolla di papa Sisto IV fece di Sant'Evasio una cattedrale, creò la diocesi e trasformò il borgo di Casale in città. Ai Paleologi si deve anche il castello che ancora oggi segna il centro della città, raccontata nella guida a Casale Monferrato.

I Gonzaga e le guerre di successione

Nel 1533 morì Giovanni Giorgio, l'ultimo Paleologo maschio. Nel 1536 l'imperatore Carlo V assegnò il Monferrato a Federico II Gonzaga, duca di Mantova, che aveva sposato Margherita Paleologa. Con i Gonzaga il Monferrato divenne un territorio lontano dalla capitale del loro Stato, e nel 1574 fu elevato a ducato dall'imperatore Massimiliano II.

Il Seicento fu il secolo delle guerre. Il ducato faceva gola ai Savoia, che lo invasero una prima volta nel 1613; poi la guerra di successione di Mantova e del Monferrato, fra il 1628 e il 1631, portò a Casale lunghi assedi di spagnoli e francesi. Con il trattato di Cherasco del 1631 i Savoia ottennero Trino, Alba e altre terre monferrine.

L'arrivo dei Savoia

La partita si chiuse durante la guerra di successione spagnola. Nel 1708 i possedimenti dell'ultimo duca, Ferdinando Carlo di Gonzaga-Nevers, schierato con la Francia, furono assegnati a Vittorio Amedeo II di Savoia; il trattato di Utrecht del 1713 completò il passaggio. Da allora il Monferrato seguì la storia del Piemonte sabaudo e poi dell'Italia unita.

Non tutte le colline che oggi chiamiamo Monferrato appartenevano al marchesato. Castell'Alfero, per esempio, ha una storia legata ad Asti: il suo castello fu costruito intorno al 1290 dal libero Comune di Asti. Nel 1618 il duca Carlo Emanuele I di Savoia concesse il feudo a Gerolamo Germonio, che nel 1640 lo vendette ad Alessandro Amico; furono gli Amico, nel Settecento, a trasformare il castello in residenza barocca. Partendo da Casa del Miglio, il castello è a meno di 2 km e la presunta tomba di Aleramo a Grazzano Badoglio a una ventina di minuti: due tappe per toccare con mano questa storia.

Da sapere: sulla nascita del Monferrato si sovrappongono documenti e leggende. Le date certe vengono dai diplomi e dagli atti ufficiali; la cavalcata di Aleramo e la tomba di Grazzano appartengono alla tradizione.

La storia a due passi

Il castello di Castell'Alfero è a quattro minuti da Casa del Miglio, Grazzano Badoglio a venti, Casale Monferrato a una quarantina: tre tappe per ripercorrere la storia del Monferrato.