Castell'Alfero sta su un crinale a 235 metri, all'imbocco della valle del Versa. Conta poco più di 2.500 abitanti e ha il castello nel punto più alto, dove nel Medioevo stava la fortezza. Da Casa del Miglio il centro è a 1,9 km, quattro minuti d'auto: abbastanza vicino da salirci per una passeggiata prima di cena, quando la piazza si svuota e le colline intorno cambiano colore.
Dal presidio astigiano alla residenza dei conti Amico
Il primo impianto risale alla fine del Duecento, quando il libero Comune di Asti fortificava i confini del suo territorio. Era un edificio militare, chiuso da una cinta di mura. Nel 1640 il feudo passò ad Alessandro Amico, funzionario delle finanze dei Savoia, e la sua famiglia lo tenne per quasi due secoli.
Fu nel Settecento che gli Amico trasformarono la vecchia casaforte in una residenza barocca, su un progetto attribuito a Benedetto Alfieri, l'architetto della corte sabauda. Estinta la famiglia nel 1832, il castello passò di mano più volte finché, all'inizio del Novecento, lo acquistò il Comune. Oggi ospita il municipio, l'ufficio turistico e un teatro. Davanti si apre piazza Castello, lastricata a ventaglio e affacciata sulle colline; accanto, i vecchi giardini del castello sono diventati giardini pubblici, con palme e grandi conifere.
Le sale e il museo 'L Ciar
Al piano nobile restano le sale di rappresentanza. Il Salone Verde ha un pavimento in ceramica di Vietri, il Salone Rosso è affrescato. Poi si scende.
Nei sotterranei c'è il museo etnografico 'L Ciar, che raccoglie attrezzi del lavoro contadino, oggetti di casa e giocattoli dell'Ottocento e del Novecento. Alcune stanze ricostruiscono gli ambienti di una volta: la cucina, la camera da letto, l'aula di scuola, i giochi dei bambini. È un museo piccolo e concreto, che racconta la vita di queste colline prima delle macchine agricole meglio di molti libri, e funziona bene anche con i ragazzi, perché gran parte degli oggetti si capisce senza spiegazioni.
Quando si può visitare
Il castello non è aperto tutti i giorni. Di solito sale e museo si visitano in alcune domeniche fra maggio e ottobre, con la rassegna Castelli Aperti, e durante le feste del paese: Viviverde, la fiera di primavera dedicata a piante, giardinaggio e agricoltura che ogni anno si tiene il 25 aprile, e la festa patronale. Fuori da queste occasioni si può chiedere una visita al Comune.
Il borgo, le chiese e la pieve lungo il Versa
Il centro storico conserva il disegno di un antico recinto fortificato, simile ai ricetti piemontesi, e si gira a piedi senza fretta. Una scalinata collega piazza Mazzini a piazza Castello. La parrocchiale dei Santi Pietro e Paolo mostra una facciata in mattoni con il campanile che svetta sui tetti, mentre lungo via Veneto si incontra la chiesa dei Battuti.
Fuori dal paese, a circa due chilometri dal centro, sulla destra del torrente Versa, sorge la chiesa della Madonna della Neve, in origine Santa Maria de Viallo. Il Comune la annovera tra le pievi più significative del romanico astigiano, per i colori della muratura, le sculture delle monofore e dei capitelli dell'abside, gli affreschi del catino absidale e un campanile a sezione circolare, caso unico in zona. L'interno si apre solo in occasioni particolari; l'esterno si raggiunge con una breve salita a piedi dalla strada.
Le frazioni: Callianetto e Serra Perno
Il territorio comunale si allarga sulle colline con diverse frazioni. A Callianetto, racconta la tradizione popolare, trovarono rifugio in un casolare isolato i burattinai che diedero forma a Gianduja, la maschera di Torino e del Piemonte: quella casa è conosciuta come 'l Ciabòt ëd Giandoja. Il paese rivendica anche Giovanni Battista De Rolandis, nato qui nel 1774 e giustiziato a Bologna nel 1796 dopo una congiura contro il governo pontificio. Una tradizione ottocentesca, discussa dagli storici, attribuisce a lui e a Luigi Zamboni la prima coccarda bianca, rossa e verde.
A Serra Perno, invece, un giardino privato dell'Ottocento custodisce centinaia di varietà di rose antiche e apre ai visitatori solo in alcuni giorni dell'anno, fra la primavera e settembre.
Una mattina in paese
Il modo più semplice di conoscere Castell'Alfero è dedicargli una mattina: il castello e la piazza, il giro del centro, poi la Madonna della Neve. Nel pomeriggio si prosegue verso Calliano e Portacomaro, a meno di dieci minuti dalla casa, oppure si torna in piscina. Chi vuole capire come questo pezzo di Piemonte sia passato dai marchesi ai Savoia trova il quadro completo nella breve storia del Monferrato, e una scheda rapida del paese nella pagina Castell'Alfero dei dintorni.
Il castello a quattro minuti
Da Casa del Miglio al castello di Castell'Alfero bastano quattro minuti d'auto. I due appartamenti al pianterreno, con terrazza privata e piscina in giardino, sono una base comoda per scoprire il paese con calma.