Per quasi tre secoli la capitale del Monferrato è stata Casale. Nel 1434 il marchese Gian Giacomo Paleologo vi trasferì la corte, sulla riva destra del Po, e la città rimase il centro politico del marchesato anche sotto i Gonzaga di Mantova, fino al passaggio ai Savoia nel 1713. Oggi conta poco più di 32.000 abitanti e conserva quel passato in un centro storico compatto, che si gira a piedi. Da Casa del Miglio sono 33,5 km, una quarantina di minuti d'auto: una giornata intera è il tempo giusto.
Il Duomo di Sant'Evasio e il suo nartece
La cattedrale fu consacrata il 7 gennaio 1107 da papa Pasquale II ed è un edificio romanico lombardo, con due campanili duecenteschi ai lati della facciata. La facciata che si vede oggi, però, è in gran parte frutto dei restauri ottocenteschi guidati dall'architetto Edoardo Arborio Mella.
Il pezzo che giustifica il viaggio sta subito dopo l'ingresso. Il nartece, l'atrio coperto davanti alle navate, ha archi che si incrociano a coppie parallele, una soluzione senza confronti in zona: costruzioni simili si trovano in Armenia e in Georgia, e sulla sua origine gli studiosi discutono ancora. Conviene fermarsi lì sotto qualche minuto con il naso all'insù, prima di entrare. In cattedrale si conserva anche un grande crocifisso rivestito d'argento, alto più di due metri, che il condottiero Facino Cane portò via dal duomo di Alessandria nel 1403 come bottino.
La sinagoga e i musei ebraici
La comunità ebraica di Casale costruì la sua sinagoga nel 1595. Da fuori non si nota quasi: per prudenza, sulla strada non c'era alcun segno della sua presenza. Dentro, invece, la sala è un trionfo barocco di stucchi dorati, pitture e iscrizioni in ebraico, ampliata nel 1866. Una delle iscrizioni, in italiano e in ebraico, ricorda l'emancipazione del 1848, quando gli ebrei del Regno di Sardegna ottennero i diritti civili.
Il complesso comprende due musei. Il Museo degli Argenti, ricavato negli spazi che portano al matroneo, espone arredi rituali e oggetti d'arte sacra. Il Museo dei Lumi, sistemato dove probabilmente si trovava il bagno rituale e dove si vede ancora l'antico forno delle azzime, raccoglie oltre 250 chanukkiot, i candelabri della festa di Chanukkah, disegnati da artisti, architetti e designer. Le visite si prenotano sul sito della Fondazione Casale Ebraica, che gestisce il complesso.
Il castello dei Paleologi
Lo fece costruire Giovanni II Paleologo nel 1352, per rafforzare le difese già esistenti. Ha una pianta esagonale irregolare, torrioni circolari agli angoli e un fossato profondo, oggi asciutto. Con i Gonzaga perse il ruolo di residenza e tornò fortezza, con nuove opere di difesa; poi, dalla metà dell'Ottocento, la città gli è cresciuta intorno. Oggi è un contenitore culturale: ospita mostre temporanee, l'ufficio di informazioni turistiche e l'enoteca regionale del Monferrato. Alcune parti, come i cammini di ronda, si visitano in occasione delle aperture.
Piazze, torre e musei civici
Piazza Mazzini, che i casalesi chiamano piazza del Cavallo, prende il soprannome dalla statua equestre in bronzo di Carlo Alberto al centro. Poco distante si alza la torre civica, alta una sessantina di metri, uno dei simboli della città. Nella chiesa di San Domenico, voluta dal marchese Guglielmo VIII e completata nel 1506, si vede ancora l'impronta della corte dei Paleologi.
Il Museo Civico occupa l'ex convento agostiniano di Santa Croce, con il chiostro affrescato all'inizio del Seicento da Guglielmo Caccia, detto il Moncalvo. Al primo piano c'è la Gipsoteca Bistolfi, con oltre 170 opere dello scultore simbolista Leonardo Bistolfi, nato a Casale: modelli in gesso, bozzetti, qualche marmo e qualche bronzo. È la sala che sorprende di più chi non ne aveva mai sentito parlare.
Come organizzare la giornata
Un ordine che funziona: Duomo al mattino, sinagoga e musei ebraici con visita prenotata, pranzo in centro, poi castello, piazza Mazzini e una passeggiata fino al Po. Prima di ripartire, molti si portano a casa una scatola di krumiri, i biscotti nati a Casale nel 1878, piegati come i baffi di Vittorio Emanuele II, morto proprio quell'anno.
Il Monferrato casalese è anche la terra degli infernot, le cantine scavate nella pietra da cantoni, e la seconda domenica di ogni mese il Mercato Pavia si riempie di banchi con il mercatino dell'antiquariato: chi può, sceglie quel fine settimana, quando molti monumenti restano aperti per Casale Città Aperta. Una scheda rapida della città è nella pagina Casale Monferrato dei dintorni.
Casale a quaranta minuti
Da Casa del Miglio a Casale Monferrato ci vogliono una quarantina di minuti: si parte dopo colazione e la sera si torna in appartamento, con una terrazza privata dove riposare le gambe dopo una giornata a piedi.