Il paese di La Morra in cima alla collina, sopra pendii coperti di vigneti a filari
La Morra e i vigneti, foto: Zairon · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Il Barolo nasce in undici comuni delle Langhe, a sud-ovest di Alba. Tre ricadono interamente nella zona di produzione (Barolo, Castiglione Falletto e Serralunga d'Alba), gli altri solo in parte: La Morra, Monforte d'Alba, Novello, Verduno, Roddi, Grinzane Cavour, Diano d'Alba e Cherasco. Il vino si fa solo con uve nebbiolo e invecchia almeno 38 mesi, di cui 18 in legno. Da Casa del Miglio il paese di Barolo è a 52,3 km, circa 45 minuti d'auto: abbastanza per farne il centro di una giornata intera, girando in macchina fra un crinale e l'altro.

Barolo, il paese e il castello Falletti

Barolo è piccolo, poco più di seicento abitanti, raccolto attorno al suo castello. Il nucleo più antico risale al X secolo; nel 1250 i Falletti acquistarono dal Comune di Alba i diritti su Barolo e tennero il castello per secoli, fino all'ultima marchesa, Juliette Colbert, morta nel 1864. Oggi l'edificio è del Comune.

Dal 2010 i suoi piani ospitano il WiMu, il museo del vino: un percorso interattivo, ideato dallo scenografo François Confino, che racconta la cultura del vino più che le etichette, ed è adatto anche a chi del Barolo sa poco o niente. Nelle cantine del castello ha sede l'Enoteca Regionale del Barolo, dove si può fare un primo assaggio. Le vie del centro sono strette: conviene lasciare l'auto nel parcheggio all'ingresso del paese e salire a piedi.

La Morra, il balcone delle Langhe

Da Barolo la strada sale fra i filari fino a La Morra, a 513 metri, conosciuta come il balcone delle Langhe. In cima al paese, il belvedere apre lo sguardo su un mare di vigne ordinate, con i paesi del Barolo appoggiati sulle creste e, nelle giornate limpide, le Alpi all'orizzonte.

Il paese merita un giro senza fretta. La torre campanaria fu costruita nel 1710 con le pietre del castello, abbattuto nel 1544; la parrocchiale di San Martino è un progetto di Michelangelo Garove del 1699. Chi ha gambe e tempo trova anche una rete di sette sentieri segnalati, una cinquantina di chilometri in tutto, che partono dal centro e scendono fra le vigne.

La Cappella del Barolo

Nelle vigne sotto La Morra, verso la collina delle Brunate, c'è una piccola chiesa che non assomiglia a nessun'altra. Costruita nel 1914 e mai consacrata, nel 1999 fu ridipinta da due artisti: l'americano Sol LeWitt coprì l'esterno di colori accesi, il britannico David Tremlett lavorò all'interno. Sorge fra vigneti privati: si raggiunge con una stradina stretta e va trattata con rispetto, senza invadere i filari.

Grinzane Cavour, sulla via del ritorno

Tornando verso Alba si passa sotto il castello di Grinzane Cavour, che porta il nome del suo ospite più celebre. Camillo Benso di Cavour fu sindaco di Grinzane dal 1832 al 1849 e in quegli anni curò le terre di famiglia, piantando nuove vigne. Oggi il castello ospita l'Enoteca Regionale Piemontese Cavour e il Museo delle Langhe, e dal 2014 fa parte del sito UNESCO dei paesaggi vitivinicoli del Piemonte, come le colline di casa.

Come organizzare il giro

Un itinerario possibile: partenza dopo colazione verso Alba, Grinzane Cavour, poi Barolo con il castello e il WiMu, pranzo in paese, e nel pomeriggio La Morra, quando la luce bassa disegna i filari. La Cappella del Barolo si inserisce bene fra le due tappe. Le strade sono provinciali di collina, strette e piene di curve: i tempi vanno calcolati larghi.

Chi guida non beve: un giro fra le colline del Barolo finisce quasi sempre con un assaggio. Se si vuole visitare una cantina, conviene decidere prima chi sta al volante e prenotare per tempo, come spiegato nella guida alle degustazioni in cantina.

Il giro si combina bene con una mattina ad Alba, che sta proprio all'imbocco di queste colline.

Dalle Langhe al Monferrato

Dopo una giornata fra i filari del Barolo, il rientro a Casa del Miglio dura meno di un'ora. La sera si cena in terrazza, con le colline del Monferrato al posto di quelle delle Langhe.